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Il termine granuloma in odontoiatria fa riferimento al tessuto infiammatorio cronico reattivo ad un’infezione o infiammazione del tessuto periapicale del dente provocata dalla necrosi pulpare.

Il granuloma dal punto di vista istologico è caratterizzata dalla presenza di tessuto infiammatorio di granulazione, con capillari, fibre connettivali, infiltrato infiammatorio ed è espressione della capacità difensiva immunitaria nei confronti dell’aggressione cronica tossica e batterica dei tessuti peridentali. La funzione è di circoscrivere la fonte dell’infiammazione impedendole di dilagare nel torrente sanguigno e di arrivare a ledere organi vitali.

La dimensione del granuloma può variare da pochi millimetri ad un centimetro.  In genere è asintomatico e può essere un reperto occasionale nel corso di esami radiografici periodici di controllo. Dal punto di vista radiologico la lesione si evidenzia come una radiotrasparenza più o meno ampia, in corrispondenza di una delle varie porte di uscita del sistema dei canali radicolari all’apice, a lato della radice  o al livello di una biforcazione.

La terapia del granuloma è rappresentata dalla rimozione del contenuto infetto canalare, dalla detersione e sterilizzazione dello spazio endodontico e dal sigillo apicale dell’otturazione canalare. In seguito alla scomparsa dello stimolo tossico e batterico le cellule infiammatorie non accorrono più ed il tessuto del granuloma infiammatorio si trasforma gradualmente in un tessuto di granulazione riparativa che porterà alla neoformazione di trabecole ossee fino ad una “restitutio ad integrum”. Se l’infiammazione avesse provocato riassorbimenti di porzioni di cemento o dentina radicolare, si avrà un rimodellamento ed una riparazione dell’apice per apposizione di neocemento.