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La notizia che nel giro di alcuni anni si cureranno le carie senza trapano, grazie a un getto indolore di gas plasma spruzzato nel dente, ha suscitato grandi entusiasmi. Addio alle sedute dal dentista vissute come un incubo? Non proprio.

Entusiasmi prematuri
Come spesso succede quando sono resi pubblici i risultati di ricerche mediche o scientifiche “allettanti”, la stampa mette subito il carro davanti ai buoi, divulgando la notizia in maniera poco precisa e puntando sull’aspetto miracolistico. In questo caso curarsi i denti senza sentire l’odioso ronzio del trapano.

Facciamo chiarezza
È stato scritto che in breve tempo (3- 5 anni) le carie si cureranno con lampi di gas plasma freddo (a 50 gradi) che, spruzzato nella carie, ripulisce tutti i batteri nocivi ed elimina il tessuto infetto senza danneggiare il dente.

1. La scoperta, definita “rivoluzionaria” in realtà è un’applicazione clinica di una tecnica ben nota e già utilizzata per sterilizzare alcuni strumenti chirurgici sensibili al calore.
2. Lo studio non è in fase clinica. Questa tecnica, cioè, non è stata ancora sperimentata sulle persone, ma solo in laboratorio (in vitro), su campioni di tessuto dentale cariato (la dentina che si trova sotto lo smalto).
3. Il risultato è che i batteri presenti nel tessuto cariato sono stati effettivamente eliminati, ma questo non basta a dire che la tecnica sarà presto utilizzata dai dentisti.
Non è ancora chiaro, infatti, come sarà possibile utilizzare questo getto di plasma all’interno della bocca: servirebbe uno strumento adeguato, per dimensioni e modalità di getto del gas che attualmente non è stato progettato.
4. Il plasma, poi, sterilizza sì il tessuto, ma non rimuove la carie. In poche parole, è come se si mettesse una patina sterilizzante su un dente cariato senza però rimuovere la parte malata, cosa che non porta alla guarigione definitiva. Per rimuovere il tessuto cariato bisognerà comunque agire meccanicamente, con l’ausilio del trapano.

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LA RICERCA 20/01/2010 – Andare dal dentista sarà presto meno doloroso. Si prepara, infatti, ad andare in soffitta il temuto trapano per togliere le carie. Entro tre o cinque anni quest’ultime si potranno curare ‘solo’ con un getto di plasma, ovvero con lampi di gas plasma freddo che, se spruzzati nelle carie, ripuliscono il dente da tutti i batteri patogeni e eliminano il tessuto infetto senza arrecare danni allo smalto.
A rivoluzionare il mondo dell’odontoiatria proponendo questa tecnica è l’equipe di Stefan Rupf dell’università Saarland ad Amburgo. In base ai loro studi, nel giro di pochi secondi i lampi plasma sarebbero in grado di ridurre di 10 mila volte la concentrazione di batteri dentali, senza danneggiare l’integrità del dente. Lo conferma anche il Journal of Medical Microbiology nei suoi articoli.
Il gas plasma è oggi già in uso per sterilizzare gli strumenti chirurgici sensibili al calore, la temperatura di questo processo, infatti, non supera i 50 gradi. I ricercatori tedeschi usano un plasma freddo e indolore e per le loro ricerche lo hanno già usato su una dentina estratta da denti umani e «cariata» dai due principali batteri della carie, Streptococcus mutans e Lactobacillus casei. Gli esperti hanno bombardato i denti in provetta per 6, 12 o 18 secondi e constatato che ciò è sufficiente per eliminare il tessuto infetto. Più a lungo il dente è esposto al getto di plasma maggiore è la densità di batteri eliminata. «Grazie alla bassa temperatura si possono uccidere i microbi preservando i denti», spiega Rupf in una nota pubblicata dall’Agenzia Ansa. «La ricerca in questo campo ha fatto già enormi progressi – conclude Rupf – e da qui a 3-5 anni il trattamento clinico delle carie col plasma sarà realtà». Niente più incubi dal dentista.

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BUON 2010 A TUTTI

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I laureati in medicina immatricolati dal 1980 al 1984 hanno diritto a una nuova prova attitudinale per l’iscrizione all’albo degli odontoiatri.

Il ministero della Salute deve dunque indire un nuovo esame poiché la norma che prevedeva l’inclusione all’albo per i laureati abilitati non aveva fissato scadenze per presentare la domanda. Il Tar Lazio (sentenza n. 8857/09, depositata il 15 ottobre) ha così accolto il ricorso di un neo-dottore sul silenzio-rifiuto serbato dalle amministrazione sull’istanza di predisporre il test attitudinale per l’iscrizione all’albo degli odontoiatri di Reggio Calabria.

Il 31 luglio 2008 l’Ordine reggino rende nota al medico, iscritto dal 1988 ex legge 409/85, la cancellazione dall’albo degli odontoiatri. A settembre il dottore produce un’istanza-diffida volta a far indire una nuova prova attitudinale per l’iscrizione all’albo, ma la richiesta cade nel vuoto. Il medico si rivolge al Tar, impugnando il silenzio delle amministrazioni intimate (ministeri della salute e dell’istruzione, ordine di Reggio Calabria) deducendo un doppio profilo di censura: violazione degli articoli 3 e 97 della costituzione e del Dlgs 386/1996 nonché eccesso di potere per sviamento. Continua »

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dentist-g(AGI) – Roma, 28 set. – Anche quest’anno, per la ventinovesima edizione consecutiva, il mese di ottobre sara’ dedicato alla Prevenzione Dentale, una iniziativa che riscuote sempre maggiore consenso (nell’ottobre 2008 quasi 35 mila visite). Grazie ad ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) – la maggiore e piu’ autorevole associazione di odontoiatri con oltre 23 mila soci – in collaborazione con Mentadent, sara’ possibile effettuare una visita gratuita da prenotare al numero verde 800600110 (tutti i giorni dalle 10 alle 22, mentre il martedi’ dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18 un dentista ANDI rispondera’ a quesiti telefonici). Sara’ l’occasione per valutare lo stato di salute orale di tutta la famiglia e per ricevere consigli “su misura” per ognuno dei componenti. “E’ sempre utile sottolineare – ricorda il segretario culturale Nicola Esposito — che una buona prevenzione incide, oltre che naturalmente sulla salute e sul benessere non solo della bocca ma di tutto il corpo umano, anche sul portafoglio perche’ evita successivi interventi piu’ invasivi e quindi piu’ costosi”. Continua »

dente con placcaInibisce l’insorgenza della placca, previene la carie e impedisce ai batteri di albergare nella bocca: sono le proprieta’ contenute dall’eremophila longifolia, una pianta dell’entroterra australiano gia’ conosciuta dalla medicina tradizionale indigena. A sostenerlo e’ uno studio australiano della Swinburne University and Biotechnology Center guidato da Elisa Hayhoe.

A essere nocivi per la salute dei denti, spiega la ricercatrice, spesso non sono i batteri, ma le interazioni di alcuni di essi con lo zucchero, che danno il via alla produzione di acido, corrosivo per lo smalto. E il risultato e’ l’insorgenza della carie: dalla ricerca e’ emerso che l’eremophila longifolia sembra in grado di fermare proprio i due principali batteri coinvolti nella formazione della carie – lo Streptococcus mutans e lo Streptococcus sobrinus – dalla produzione di acido.

by Asca

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Gli odontoiatri dettano le regole per una corretta informazione sanitaria: la Commissione Albo Odontoiatri (CAO) garantira’, a livello locale e nazionale, la correttezza di tutte le campagne di informazione sanitaria volte a prevenire le patologie del cavo orale.

Lo ha deciso, come si legge in una nota FNOMCeO, l’Assemblea Nazionale dei 105 presidenti della Cao, riunitasi a Roma lo scorso fine settimana. “Che l’igiene orale sia fondamentale per prevenire non solo malattie della bocca e dei denti, ma anche gravi patologie – sostiene la nota – come infarto e diabete, e’ fatto scientificamente provato. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanita’, nella sua Strategia Globale relativa alle malattie non trasmissibili, assegna un ruolo preminente alla prevenzione delle patologie del cavo orale, come mezzo per ridurre significativamente il rischio di eventi cardiovascolari, cancro, malattie croniche polmonari e del metabolismo. Continua »

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In Europa il 69% dei professionisti è rappresentato da donne, in Italia solo il 23%. Facendo riferimento ai dati del centro studi Fnomceo, le giovani odontoiatre raggiungono per numero i colleghi maschi, ma vivere la professione dal punto di vista dei camici rosa continua a essere più difficile che per gli uomini.

Come per la medicina, anche la professione di odontoiatra si sta colorando di rosa. Se per raggiungere il pareggio tra il numero di iscritti uomini e donne all’albo degli odontoiatri ci vorrà almeno qualche decennio, l’inversione di tendenza è già incominciata. Dai dati forniti dal centro studi della Fnomceo sugli iscritti al marzo 2009 ai vari albi provinciali degli odontoiatri, notiamo come tra gli odontoiatri con meno di 29 anni la parità tra uomini e donne sia una realtà: 787 i maschietti censiti contro 783 femminucce.
Ma gli stessi dati ci dicono che oggi le donne sono in nettissima minoranza, il 23,1% degli iscritti: 12.874 contro 42.822 maschi.
Una professione, quella di dentista che – come molte altre – fino agli anni Sessanta sembrava non “interessare” le signore. Infatti, se si scorrono i dati della Federazione, si nota come le dentiste over 59 sono solamente 544 contro 6.575 uomini. Dal punto di vista anagrafico, il gruppo più nutrito di iscritte ai vari albi provinciali vanno dai 24 ai 49 anni (8.127).

Territorialmente parlando, è il Molise la regione che registra la più alta percentuale di donne dentiste (36,3%), seguita dalla Sardegna (29,1%) e dall’Emilia Romagna (27,4%). La classifica delle regioni con la percentuale di professioniste iscritte più bassa vede la Campania al primo posto (17,1%), seguita dalla Valle d’Aosta (19%) e dal Veneto (19,7%).
Considerando invece il solo numero delle iscritte (senza rapportarlo con il numero totale degli iscritti nei vari albi provinciali) le regioni che annoverano in assoluto più odontoiatre sono: la Lombardia (2.127), il Lazio (1.416) e l’Emilia Romagna (1.159). Le regioni con meno iscritte invece sono la Valle d’Aosta (15), il Molise (57) e la Basilicata (85).
A livello europeo la situazione è diversa. Il 69% dei professionisti sembra essere donna, condizionale d’obbligo visto che i dati non sono poi così certi stando a quanto ci dice la dottoressa croata Vesna Barac (coordinatrice del gruppo di lavoro ERO Women in dentistry che sta cercando di mappare la situazione) per via della difficoltà di reperirli. Continua »