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oral cancer day

Sabato 15 maggio si terrà in tutta Italia l’Oral Cancer Day, giunto quest’anno alla quarta edizione. E’ il progetto varato da ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) – la maggiore e più autorevole associazione di odontoiatri con oltre 23 mila iscritti – al fine di promuovere tra la popolazione una maggiore attenzione alla prevenzione dei tumori del cavo orale per mezzo di una visita di controllo effettuata volontariamente e gratuitamente.

L’Oral Cancer Day si pone come una vera e propria campagna di sensibilizzazione del cittadino, con l’obiettivo di promuovere la salute orale attraverso la figura del dentista libero professionista, volutamente riproposta in un momento come l’attuale in cui i pazienti, alle prese con la crisi economica, rischiano di dover rinunciare alle cure odontoiatriche mettendo a repentaglio la propria salute orale.

Anche quest’anno la manifestazione, realizzata in collaborazione con la Fondazione ANDI Onlus e la Fondazione Irccs (Istituto dei Tumori di Milano) e col patrocinio del Ministero della Salute, avrà il suo momento culminante con una serie di manifestazioni in 84 piazze nelle principali città  dove saranno allestiti dei gazebo in cui i dentisti volontari ANDI e gli studenti iscritti all’AISO (Associazione Italiana Studenti in Odontoiatria) saranno a disposizione dei cittadini. Testimonial dell’iniziativa è quest’anno il noto giornalista sportivo Bruno Pizzul. Le visite gratuite presso gli studi dei dentisti ANDI aderenti al progetto, momento centrale dell’iniziativa, verranno effettuate nel periodo tra il 15 e il 29 maggio e debbono essere prenotate al numero verde 800.911.202.

Il tumore del cavo orale rappresenta globalmente circa il 4% di tutti i tumori maligni nell’uomo e l’1% nelle donne. L’incidenza di questa forma di tumore nel nostro Paese è in media di 8,44 nuovi casi ogni 100.000 abitanti maschi all’anno e di 2,22 per le femmine. In Gran ?Bretagna – ha rilevato il Cancer Research (l’organismo deputato a rilevare la situazione dei tumori) – le diagnosi di cancro alle vie orali sono aumentate del 28 per cento negli uomini attorno ai 40 anni e del 20 per cento nei giovani fino a 30 anni: tale incremento è dovuto al consumo esagerato di sostanze alcoliche e superalcoliche. Negli ultimi anni il tasso di mortalità è in lento ma costante aumento a tutte le età e segue quello delle neoplasie polmonari, con le quali condivide alcune cause. Ma, se scoperto in tempo, questo tipo di tumore è facilmente curabile nel 90% dei casi. Le cause scatenanti sono principalmente ambientali come l´esposizione a cancerogeni di natura chimica, agenti virali, alimentazioni inadeguate, traumatismo cronico dovuto per esempio a protesi dentarie mal realizzate, scarsa igiene del cavo orale, cause genetiche e sistemiche. Il rischio di carcinoma orale è da 6 a 28 volte superiore nei fumatori ed aumenta se si associa al consumo di alcolici; fra le sostanze cancerogene quelle maggiormente implicate sono gli idrocarburi aromatici policiclici e le amine aromatiche, residui della combustione del tabacco. ?La prevenzione, una corretta igiene orale e stili di vita sani sono alla base per impedire l’insorgere della malattia. Continua »

dentist 3

Guardare il portafogli “piangere” per la crisi, toglie il sorriso anche nel senso fisico del termine. Una ricerca condotta dall’ Osservatorio Nazionale sulla Salute lo scorso anno ha messo in evidenza come la crisi economica nel nostro Paese, abbia avuto ripercussioni anche sulla salute degli italiani.

La crisi economica colpisce la salute: due italiani su tre rinunciano al dentista
Dalla relazione presentata a Roma dall’ Osservasalute, è emerso che i tagli apportati in conseguenza delle difficoltà economiche del Paese sono stati maggiori nel campo dell’odontoiatria, ormai considerato un lusso che esclude gli anziani e la maggior parte degli abitanti del mezzogiorno.

Secondo la ricerca dell’Osservatorio della salute presentata all’Università Cattolica, la crisi avvertita nel nostro Paese ha ripercussioni anche psicologiche sui soggetti colpiti i quali, per far fronte alle problematiche che la situazione economica comporta, assumono in maniera sempre più frequente e cospicua “antidepressivi”, rinunciando magari, ad un a portata in più a tavola, anch’essa ritenuta troppo costosa.

ministero della salute

Dopo quelle già pubblicate per i bambini e ragazzi ed i pazienti in cura con bifosfonati, il Ministero della Salute pubblica sul proprio sito internet le “Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età adulta”.

“Il documento – spiega il Ministero- ha l’obiettivo di offrire indicazioni univoche, condivise e basate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili per la prevenzione, negli individui adulti, di patologie quali la malattia parodontale, l’edentulismo, le lesioni precancerose, il carcinoma orale. Le linee guida rappresentano uno strumento di supporto per l’attività lavorativa degli operatori del settore”.
Prese in considerazione la prevenzione delle patologie dei tessuti duri dentari; prevenzione della malattia parodontale; prevenzione dell’edentulia; prevenzione dei tumori maligni del cavo orale.
Per queste patologie sono state indicate anche utili raccomandazioni cliniche sia per il professionista che per il paziente.

http://www.ministerosalute.it/sorrisoSalute/paginaInternaSorrisoSalute.jsp?id=732&lingua=italiano&menu=guida

dentist

La notizia che nel giro di alcuni anni si cureranno le carie senza trapano, grazie a un getto indolore di gas plasma spruzzato nel dente, ha suscitato grandi entusiasmi. Addio alle sedute dal dentista vissute come un incubo? Non proprio.

Entusiasmi prematuri
Come spesso succede quando sono resi pubblici i risultati di ricerche mediche o scientifiche “allettanti”, la stampa mette subito il carro davanti ai buoi, divulgando la notizia in maniera poco precisa e puntando sull’aspetto miracolistico. In questo caso curarsi i denti senza sentire l’odioso ronzio del trapano.

Facciamo chiarezza
È stato scritto che in breve tempo (3- 5 anni) le carie si cureranno con lampi di gas plasma freddo (a 50 gradi) che, spruzzato nella carie, ripulisce tutti i batteri nocivi ed elimina il tessuto infetto senza danneggiare il dente.

1. La scoperta, definita “rivoluzionaria” in realtà è un’applicazione clinica di una tecnica ben nota e già utilizzata per sterilizzare alcuni strumenti chirurgici sensibili al calore.
2. Lo studio non è in fase clinica. Questa tecnica, cioè, non è stata ancora sperimentata sulle persone, ma solo in laboratorio (in vitro), su campioni di tessuto dentale cariato (la dentina che si trova sotto lo smalto).
3. Il risultato è che i batteri presenti nel tessuto cariato sono stati effettivamente eliminati, ma questo non basta a dire che la tecnica sarà presto utilizzata dai dentisti.
Non è ancora chiaro, infatti, come sarà possibile utilizzare questo getto di plasma all’interno della bocca: servirebbe uno strumento adeguato, per dimensioni e modalità di getto del gas che attualmente non è stato progettato.
4. Il plasma, poi, sterilizza sì il tessuto, ma non rimuove la carie. In poche parole, è come se si mettesse una patina sterilizzante su un dente cariato senza però rimuovere la parte malata, cosa che non porta alla guarigione definitiva. Per rimuovere il tessuto cariato bisognerà comunque agire meccanicamente, con l’ausilio del trapano.

dna

Un gruppo di ricerca, in parte italiano, ha sequenziato l’intero genoma di uno dei batteri responsabili della carie. Lo studio su PloS Genetics
genoma
Cosa fa del Bifidobacterium dentium il nemico numero uno dei nostri denti? Le sue peculiarità genetiche, che lo rendono in grado di tollerare pH molto acidi e digerire diversi tipi di carboidrati, facendone uno dei più efficienti batteri coinvolti nella formazione delle carie dentali. Le sue armi sono state svelate da un gruppo di ricerca internazionale coordinato da Marco Ventura e Francesca Turroni dell’Università di Parma, che ne hanno sequenziato l’intero genoma, pubblicando i risultati dell’analisi su PloS Genetics.

Per scoprire le basi genetiche degli adattamenti che permettono al batterio di sopravvivere nel cavo orale, i ricercatori hanno isolato alcuni patogeni da carie dentali umane e condotto un’accurata analisi per sequenziare il loro genoma. Dai risultati è emerso un codice genetico costituito da un singolo cromosoma circolare con 2.636.368 paia di basi, l’89 per cento delle quali contiene le informazioni necessarie per la sintesi di proteine. Si tratta di uno dei genomi più “lunghi” di tutto il genere Bifidobacterium e più ricco di peculiarità. In primo luogo, il batterio possiede geni che gli permettono di digerire molti più zuccheri rispetto alle altre specie di bifidobatteri; in questo modo, riesce a fare scorta di maggiori quantità di energia per vivere e a riprodursi più efficacemente. Inoltre B. dentium presenta geni che conferiscono la capacità di metabolizzare i carboidrati presenti nella saliva secreta dalle ghiandole della cavità orale, sintetizza proteine che gli permettono di aderire saldamente alla superficie dei denti, sa difendersi contro gli agenti anti-microbici e riesce a tollerare ambienti molto acidi, conseguenza dell’attività dei batteri della placca dentale.

Questi adattamenti lo rendono decisamente diverso dagli altri bifidobatteri, come quelli presenti nella flora microbica intestinale, che sono noti invece per contribuire alla salute del loro ospite: partecipano alla digestione del cibo, stabilizzano il pH intestinale, promuovono la proliferazione e differenziazione cellulare, aiutano l’attività del sistema immunitario.

Fonte: www.galileonet.it

unidi

Il 21 novembre 2009 si svolgerà a Latina nella Sala Conferenze della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università Sapienza – Polo Pontino, il secondo Convegno Interregionale U.N.I.D. in collaborazione con l’Università Sapienza.

L’evento, rivolto al Team Odontoiatrico ed a tutti i professionisti della salute, dal titolo “La salute orale dal bambino all’anziano – Il ruolo del team odontoiatrico nel Territorio Pontino”, affronterà temi attuali sulle problematiche di categorie fragili come i pazienti in età evolutiva e geriatrica, che necessitano di un livello di attenzione maggiore da parte dei professionisti sanitari, sottolineando un percorso multidisciplinare nell’approccio terapeutico.
Il convegno, patrocinato anche dalla AUSL di Latina, che ospiterà autorità illustri del mondo accademico e politico, si aprirà con una Lectio Magistralis tenuta dal Presidente Onorario del convegno, Prof.ssa Antonella Polimeni, Direttore del Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche dell’Università Sapienza di Roma.
I Presidenti del Convegno, Prof. Manlio Quaranta e Dott. Gianfranco Sorgente, condurranno al termine della mattinata una interessante tavola rotonda dal titolo: “La figura dell’igienista dentale nel S.S.N.” sulle prospettive della categoria professionale in ambito pubblico, coinvolgendo anche personalità politiche.

Per informazioni sul programma scientifico: www.unid.it – Dott. Nicola Lavalle cell. 335-233568

medici

I laureati in medicina immatricolati dal 1980 al 1984 hanno diritto a una nuova prova attitudinale per l’iscrizione all’albo degli odontoiatri.

Il ministero della Salute deve dunque indire un nuovo esame poiché la norma che prevedeva l’inclusione all’albo per i laureati abilitati non aveva fissato scadenze per presentare la domanda. Il Tar Lazio (sentenza n. 8857/09, depositata il 15 ottobre) ha così accolto il ricorso di un neo-dottore sul silenzio-rifiuto serbato dalle amministrazione sull’istanza di predisporre il test attitudinale per l’iscrizione all’albo degli odontoiatri di Reggio Calabria.

Il 31 luglio 2008 l’Ordine reggino rende nota al medico, iscritto dal 1988 ex legge 409/85, la cancellazione dall’albo degli odontoiatri. A settembre il dottore produce un’istanza-diffida volta a far indire una nuova prova attitudinale per l’iscrizione all’albo, ma la richiesta cade nel vuoto. Il medico si rivolge al Tar, impugnando il silenzio delle amministrazioni intimate (ministeri della salute e dell’istruzione, ordine di Reggio Calabria) deducendo un doppio profilo di censura: violazione degli articoli 3 e 97 della costituzione e del Dlgs 386/1996 nonché eccesso di potere per sviamento. Continua »

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staminaliFar ricrescere le ossa senza traumi, con cellule del proprio corpo, è ora possibile grazie all’uso del plasma arricchito con piastrine.
Stiamo parlando del Prp, acronimo di Platelet Rich Plasma o Plasma Ricco di Piastrine, una tecnica già in uso da molti anni in ortopedia e che ora ha trovato impiego anche nell’implantologia odontoiatrica per la sua capacità di favorire la ricrescita ossea in maniera mini-invasiva e atraumatica. Il Prp elimina infatti tutti gli svantaggi connessi alla ricostruzione ossea con prelievo da altri distretti ossei, come l’anca: il dolore e il disagio anzitutto, ma anche gli elevati costi dell’intervento.

Per ottenere il Plasma Ricco di Piastrine è sufficiente – spiega il Dottor Carlo de Rysky, specialista in Odontostomatologia e Ortognatodonzia a Pavia – “un prelievo di sangue, poi opportunamente preparato e frazionato in un ambiente ospedaliero che offre

tutte le garanzie di sterilità delle procedure e del prodotto”. Il risultato, congelato a -89 gradi centigradi e consegnato al chirurgo, viene mischiato ad osso autologo (cioè prelevato dal paziente stesso) o a sostituto d’osso naturale o sintetico per indurre la formazione di nuovo osso.
“L’efficacia di tale tecnica – spiega il Dottor de Rysky – è racchiusa nella grande concentrazione di fattori di crescita, delle sostanze presenti nel sangue che hanno la prerogativa di far iniziare la crescita di osso nel luogo dove vengono applicate. In tal modo si accelerano fortemente i processi di guarigione, rendendo possibile l’inserimento di impianti di maggiori dimensioni in tempi più brevi”.
Allo scopo di conoscere meglio la tecnica Prp nella sua applicazione in implantologia dentale, abbiamo intervistato il dott. De Rysky. Continua »

spazzolinoLe malattie a carico del cavo orale possono essere anche molto diverse e determinate da cause distinte ma spesso è proprio una mancata igiene a cagionarle. Ecco perché è importante usare bene spazzolino, colluttorio e filo interdentale

I tuoi denti non sono sani? Ecco come lavarli
Bisogna lavarli almeno due volte al giorno, preferibilmente dopo ogni pasto. L’igiene dei nostri denti è importante per prevenire eventuali disturbi del cavo orale. “Dobbiamo tener presente – spiega il dottor Carlo Ghirlanda, medico chirurgo e dentista, presidente della sezione romana dell’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi) – che lavare correttamente i denti significa evitare tutti quei problemi della bocca che derivano sia da una scarsa igiene sia da un’alimentazione scorretta: carie, tartaro e lesioni del cavo orale”. Continua »